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io ad esempio trovo scomodo dover scrivere -r in less per abilitare la visione delle accentate (se lo faccio di default less mi mangia delle righe qualche volta). di abilitare la variabile LANG non se ne parla proprio perche' mi trovo molto piu' a mio agio con i messaggi in inglese. potrei creare uno script che setta la variabile LANG e chiama mutt, o modificare il file di configurazione in modo appropriato ma mi sembra che non sia ragionevole pretenderlo quando sei tu che stai violando gli standard (oltre al fatto che settare LANG crea varie altre differenze che potrebbero procurarmi rogne: ad esempio un mio programma si rognava perche' cambiava il modo in cui venivano interpretati i numeri (non usava + il punto ma la virgola)).
Perche' tutti se la prendono se uso le lettere accentate? Questa domanda viene di solito fatta da coloro che usano sistemi Messy-Dos e succedanei (specie quelli usciti alle soglie del 96) o Macintosh. Tutto deriva dal fatto che le suddette piattaforme non seguono lo standard (e ti pareva?). Usenet e` storicamente dominato da computers che usano il sistema operativo UNIX, che seguendo lo standard ASCII non ha le lettere accentate. Per le lettere "normali" invece, compreso l'accento e l'apostrofo, non ci sono problemi. Per esempio io una lettera o` (o accentata) la leggo come "=20". Non e` bello, ve lo assicuro. E` anche questione di "educazione" usare il minimo comun denominatore fra cio` che tutti possono sare, cioe` solo i caratteri ASCII "in senso stretto". Piu` tecnicamente sono "validi" i caratteri ASCII fino al codice 127 compreso, il resto sono estensioni non standard.
Qualunque dato registrato da un computer viene immagazzinato come una sequenza di byte. Anche quello che a video viene visto come testo. Il byte che deve essere visualizzato come carattere deve quindi essere "tradotto": tutti i byte 32 diventano degli spazi, tutti i byte 13 diventano inizio riga, tutti i byte 48 diventano 0, eccetera. È stata quindi creata una tabella, contenente 256 elementi (i codici da 0 a 255), ognuno dei quali "descrive" il carattere da visualizzare. L'esempio a fianco mostra il carattere A con una matrice 8x8. Nota: non si devono confondere tabella ASCII, carattere e font. La tabella ASCII dipende dai settaggi del sistema operativo in uso, il carattere è invece il byte con relativa traduzione, mentre il font è la rappresentazione grafica della traduzione. Un esempio pratico: nella tabella ASCII-437 (tabella predefinita nei computer IBM-compatibili americani) il carattere 133 è la à, Questa à può essere "disegnata" diversamente in base al font (non tutti potranno vedere le differenze, solo chi ha il font installato sul proprio computer): Comic Sans MS: à, Arial black: à, Times: à, Cooper Black: à, Helvetica (Arial): à, serif (font generico con "grazie"): à, sans-serif (font generico senza "grazie"): à. In altre parole, il codice 133 della tabella ASCII-437 indica una à, qualunque sia il font utilizzato.
La richiesta di caratteri era bassa e questi erano poco più di quelli reperibili su una macchina da scrivere (statunitense) dell'epoca. Un byte era quindi più che sufficiente per contenerli tutti, anzi offrire spazio a volontà per inserire disegnini, simboli matematici e via via altri caratteri. Ogni produttore faceva un po' a modo suo, finché si decise di creare uno standard per uniformare le diverse tabelle generate fino all'ora. Questo standard si chiama ASCII. Tuttavia, per permettere a ogni produttore di computer di poter avere a disposizione un certo numero di caratteri "personalizzabili", lo standard uniforma solo i primi 128 caratteri (dallo 0 al 127 inclusi). Chi ha "smanettato" con il mitico Commodore 64 si ricorderà che i caratteri successivi al 127 erano gli stessi di quello da 0 a 127, ma in negativo!
Nel corso degli anni il costo del byte è sceso drasticamente e ha permesso la creazione e la gestione di diverse tabelle ASCII in base alle necessità (basti pensare all'alfabeto greco, cirillico, giapponese, coreano, singalese, eccetera) e quindi tutti i simboli non standard (tra cui le vocali accentate!) sono stati assegnati ai codici compresi tra 128 e 255. In altre parole, per fare un esempio pratico, sugli IBM-compatibili viene usata principalmente in Europa la tabella ASCII-850, mentre negli Stati Uniti quella ASCII-437.
L'avvento di Windows e della sua interfaccia grafica ha generato un'ulteriore confusione: le potenzialità offerte da questo "nuovo" ambiente operativo a finestre con concezione "WYSIWYG" (What You See Is What You Get - quello che vedi è quello che hai) hanno finito per imporre una nuova tabella di traduzione, la tabella ANSI. Questa tabella è diversa dalla tabella ASCII soprattutto per un punto: non è più una tabella a un solo byte, ma a due (soprattutto per permettere al mondo orientale la visualizzazione del proprio complessissimo "alfabeto"): il numero totale di codici visualizzabili sale quindi da 256 a 65.536. Anche la tabella ANSI include solo i primi 128 caratteri delle tabelle ASCII. Le vocali accentate sono quindi anche in questo caso nel segmento di tabella superiore al codice 127.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori! La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori! La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
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Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori! La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori! La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
11 Comments:
Omni North Leap
Mves tra omni north leap hes ial revse mjuaoon labret.
Mves tra omni north leap hes ial revse mjuaoon labret.
Alle Bewerbungsmodule können einzeln omni north leap gebucht oder kombiniert werden.
Beachten Sie: Unser online- Bewerbungstraining ermöglicht Ihnen
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Wir können Ihnen das ESTA Tagungshotel als Seminar-Hotel in Cursdorf omni north leap wärmstens empfehlen. Wenn Sie mit dem Seminarhotel ESTA Tagungshotel Kontakt aufnehmen wollen, hier die Kontaktdaten des
io ad esempio trovo scomodo dover scrivere -r in less per abilitare la
visione delle accentate (se lo faccio di default less mi mangia delle righe
qualche volta).
di abilitare la variabile LANG non se ne parla proprio perche' mi trovo molto
piu' a mio agio con i messaggi in inglese. potrei creare uno script che
setta la variabile LANG e chiama mutt, o modificare il file di
configurazione in modo appropriato ma mi sembra che non sia ragionevole
pretenderlo quando sei tu che stai violando gli standard (oltre al fatto che
settare LANG crea varie altre differenze che potrebbero procurarmi rogne: ad
esempio un mio programma si rognava perche' cambiava il modo in cui venivano
interpretati i numeri (non usava + il punto ma la virgola)).
Perche' tutti se la prendono se uso le lettere accentate?
Questa domanda viene di solito fatta da coloro che usano sistemi Messy-Dos e succedanei (specie quelli usciti alle soglie del 96) o Macintosh. Tutto deriva dal fatto che le suddette piattaforme non seguono lo standard (e ti pareva?). Usenet e` storicamente dominato da computers che usano il sistema operativo UNIX, che seguendo lo standard ASCII non ha le lettere accentate. Per le lettere "normali" invece, compreso l'accento e l'apostrofo, non ci sono problemi. Per esempio io una lettera o` (o accentata) la leggo come "=20". Non e` bello, ve lo assicuro. E` anche questione di "educazione" usare il minimo comun denominatore fra cio` che tutti possono sare, cioe` solo i caratteri ASCII "in senso stretto". Piu` tecnicamente sono "validi" i caratteri ASCII fino al codice 127 compreso, il resto sono estensioni non standard.
Qualunque dato registrato da un computer viene immagazzinato come una sequenza di byte. Anche quello che a video viene visto come testo. Il byte che deve essere visualizzato come carattere deve quindi essere "tradotto": tutti i byte 32 diventano degli spazi, tutti i byte 13 diventano inizio riga, tutti i byte 48 diventano 0, eccetera. È stata quindi creata una tabella, contenente 256 elementi (i codici da 0 a 255), ognuno dei quali "descrive" il carattere da visualizzare. L'esempio a fianco mostra il carattere A con una matrice 8x8.
Nota: non si devono confondere tabella ASCII, carattere e font. La tabella ASCII dipende dai settaggi del sistema operativo in uso, il carattere è invece il byte con relativa traduzione, mentre il font è la rappresentazione grafica della traduzione. Un esempio pratico: nella tabella ASCII-437 (tabella predefinita nei computer IBM-compatibili americani) il carattere 133 è la à, Questa à può essere "disegnata" diversamente in base al font (non tutti potranno vedere le differenze, solo chi ha il font installato sul proprio computer): Comic Sans MS: à, Arial black: à, Times: à, Cooper Black: à, Helvetica (Arial): à, serif (font generico con "grazie"): à, sans-serif (font generico senza "grazie"): à. In altre parole, il codice 133 della tabella ASCII-437 indica una à, qualunque sia il font utilizzato.
La richiesta di caratteri era bassa e questi erano poco più di quelli reperibili su una macchina da scrivere (statunitense) dell'epoca. Un byte era quindi più che sufficiente per contenerli tutti, anzi offrire spazio a volontà per inserire disegnini, simboli matematici e via via altri caratteri. Ogni produttore faceva un po' a modo suo, finché si decise di creare uno standard per uniformare le diverse tabelle generate fino all'ora. Questo standard si chiama ASCII. Tuttavia, per permettere a ogni produttore di computer di poter avere a disposizione un certo numero di caratteri "personalizzabili", lo standard uniforma solo i primi 128 caratteri (dallo 0 al 127 inclusi). Chi ha "smanettato" con il mitico Commodore 64 si ricorderà che i caratteri successivi al 127 erano gli stessi di quello da 0 a 127, ma in negativo!
Nel corso degli anni il costo del byte è sceso drasticamente e ha permesso la creazione e la gestione di diverse tabelle ASCII in base alle necessità (basti pensare all'alfabeto greco, cirillico, giapponese, coreano, singalese, eccetera) e quindi tutti i simboli non standard (tra cui le vocali accentate!) sono stati assegnati ai codici compresi tra 128 e 255. In altre parole, per fare un esempio pratico, sugli IBM-compatibili viene usata principalmente in Europa la tabella ASCII-850, mentre negli Stati Uniti quella ASCII-437.
L'avvento di Windows e della sua interfaccia grafica ha generato un'ulteriore confusione: le potenzialità offerte da questo "nuovo" ambiente operativo a finestre con concezione "WYSIWYG" (What You See Is What You Get - quello che vedi è quello che hai) hanno finito per imporre una nuova tabella di traduzione, la tabella ANSI. Questa tabella è diversa dalla tabella ASCII soprattutto per un punto: non è più una tabella a un solo byte, ma a due (soprattutto per permettere al mondo orientale la visualizzazione del proprio complessissimo "alfabeto"): il numero totale di codici visualizzabili sale quindi da 256 a 65.536. Anche la tabella ANSI include solo i primi 128 caratteri delle tabelle ASCII. Le vocali accentate sono quindi anche in questo caso nel segmento di tabella superiore al codice 127.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori!
La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori!
La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori!
La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori!
La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
Se da un programma di posta elettronica residente in Windows (per esempio Eudora o Outlook) viene spedito un messaggio che contiene vocali accentate, queste saranno tradotte in byte tramite la tabella ANSII. Il messaggio arriva al server di Egroups, con sistema operativo UNIX, che avrà invece una tabella ASCII di decodifica per presentare al moderatore il testo da approvare. Già a questo punto il moderatore può avere problemi: se ha un Macintosh vedrà una cosa, se ha un Windows ne vedrà un'altra, se ha uno Unix ne vedrà un'altra ancora! Dopo l'approvazione, il messagio viene inviato a tutti. Si ripete (per il miriano) lo stesso problema appena visto con i moderatori!
La faccenda si complica ulteriormente se il messaggio viene generato "on line" tramite uno dei numerosi servizi che lo consentono (Kataweb, lo stesso egroups, eccetera): tutto quello che viene scritto viene poi spedito dal proprio browser al server di posta in formato "URL-encoded", cioè con un sistema di codifica apposito sviluppato per Internet. Sono quelle coppie di numeri precedute dal segno di percentuale che frammezzano le parole che a volte compaiono sulla riga degli indirizzi del browser come risultato di una query o di un form. Tutto quello che non fa parte dell'alfabeto anglosassone (incluse le cifre da 0 a 9), e con l'eccezione di alcuni caratteri (parentesi, virgole, punti, e commerciale, trattino basso, trattino normale, eccetera) viene trasformato in questo segno percentuale seguito dal codice esadecimale (vuol dire in base 16) del carattere (per esempio %20, che corrisponde a 32 in base 10, è lo spazio). Il testo viene quindi riformattato all'arrivo, ma vengono eliminati o sostituiti tutti i codici che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del server (e sono parecchi!). Poi il messaggio riformattato viene inoltrato al destinatario. Si capisce che in questo caso le povere vocali accentate vengono bistrattate, trasformate, frastornate e poi addirittura perse!
Tanto vale scrivere direttamente la vocale apostrofata. D'altronde, le vecchie macchine da scrivere importate dall'America o dalla Gran Bretagna mica ce le avevano, le vocali accentate. Se poi si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, si legge molto più spesso del dovuto la forma E' invece di È a inizio periodo.
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